“La Superlega italiana è uno scempio, ma il torneo a 18…”, la rivelazione in diretta

Si discute e ci si confronta con la proposta di De Laurentiis che vorrebbe dare lustro alle squadre che hanno più tifosi e più importanza

Il nostro calcio non ha più l’appeal di qualche anno fa e questo è anche per responsabilità dei presidenti che vogliono troppo e non hanno una visione come si può avere in altri paesi, l’ultima di De Laurentiis sulla Superlega è irrispettosa…“. La riflessione legata all’ultima provocazione del presidente del Napoli e Antonio Papa e Vincenzo Credendino ne parlano in diretta coinvolgendo tutti nella trasmissione.

Aurelio De Laurentiis mentre sta per entrare ad un evento
“La Superlega italiana è uno scempio, ma il torneo a 18…”, la rivelazione in diretta (Ansa Foto) Calciosub.it

Il calcio italiano è sempre più nelle sabbie mobili e si discute sul da farsi anche sulle idee di qualche presidente che viene trovata fin troppo “ingiusta” anche per le tante piazza che stanno facendo il loro dovere dando lustro a un campionato come quello della serie A. “Credo che sia ingiusto e irriverente nei confronti di Sassuolo o di altre città e piazze che stanno cercando di fare calcio e in alcune situazioni lo fanno anche bene“, dice Pasquale La Ragione.

Per molti l’idea di De Laurentiis, ovvero di creare una Superlega sulla falsa riga di quelle che si tentò di fare a livello europeo, è “irriverente anche perché se le grandi squadre sono tali, lo sono anche per le piccole piazze che con la loro presenza danno anche la possibilità di poter creare lo spettacolo“. La pensa allo stesso modo Antonio Papa anche se prova ad aggiungere alcune cose legate allo spettacolo puro: “Ci deve essere una differenza e un modo di cambiare le cose senza inventarsi situazioni assurde come la Superlega anche perché si può migliorare più con altre situazioni…“.

 

 

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“Gli stadi da rifare e troppe partite…”

Si possono fare e pensare anche ad altre cose come quella di “poter realizzare delle strutture e degli stadi completamente nuovi, dove si possono vedere le partite senza alcun problema“, anche perché come dice Danyscom “gli stadi sono ancora quelli di Italia 90 ed è allucinante una cosa del genere e si fa poco o nulla per cercare di migliorare una condizione di questo genere”. E non solo.

L’altra possibilità è quella che bisognerebbe agire sulle tante squadre e sulle tante partite che ci sono ogni anno“, dice Antonio Papa che aggiunge: “Gli infortuni che ci sono stati in questi ultimi anno per tante squadre, cose che si ripetono e che aumentano ogni anno sono dettati anche dalle tante, troppe partite che vengono giocate“.

 

 

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Per Vincenzo Credendino c’è anche un’altra visione che non può essere trascurata: “Ma vi siete mai chiesti il motivo per cui la Premier attira così tanti investitori dall’estero ed è anche una delle più ricche? Non tanto perché sono bravi, e lo sono, ma anche perché la ripartizione dei diritti televisivi è molto simile tra tutte le squadre e questo crea una competizione diversa anche tra squadre che hanno meno soldi e possono gestirli e tirar fuori competenze e concorrenza diversa…”