L’ex calciatore e padre del giocatore parla della condanna che ha ricevuto Manolo Portanova per violenza sessuale
“Sono un combattente e così anche mio figlio, ma Manolo è innocente e nonostante le prove che sono state portate, è arrivata la condanna ma non ci fermeremo, temo che si voglia dare la lezione al calciatore…“. Sono le parole di Daniele Portanova che è intervenuto in diretta nella trasmissione twitch di Calciosub e non si è tirato indietro nel parlare della vicenda del figlio che gioca nella Reggiana, condannato in secondo grado per violenza sessuale.
La cronaca giudiziaria riporta che Manolo Portanova, figlio di Daniele, è stato condannato anche in secondo grado a sei anni di carcere per violenza sessuale di gruppo e lesioni. Manolo gioca nella Reggiana, è un calciatore professionista, ma è stato riconosciuto colpevole già in primo grado con rito abbreviato del dicembre 2022.
Secondo i giudici Portanova è stato ritenuto colpevole di stupro di gruppo ai danni di una studentessa dell’Università di Siena. I fatti risalgono al maggio 2021 e sono avvenuti in un’abitazione del centro storico senese. Per Daniele Portanova una ferita aperta anche se ne parla in maniera tranquilla perché è sicuro del fatto suo e dell’innocenza di suo figlio: “Ora aspettiamo le motivazioni e non sono state raccolte e tenuto conto di 30 prove difensive, ma non ci fermeremo mai“.
“Capisco che la gente possa dire: è suo figlio, normale che lo difenda, ma se Manolo avesse fatto del male a qualcuno non starei qui a parlare in questo modo, non sono rinconglionito ma mio figlio è innocente, ho fatto leggere tutto il fascicolo a 50 professionisti tra avvocati e giudici, tutti e 50 mi hanno detto che è impossibile condannare, temo che i giudici abbiano paura, non so che pensare…“, le parole di Daniele Portanova su questa vicenda.
E in merito a questa situazione legata anche all’esito della trasmissione Francesca Teodori ci tiene a sottolineare un concetto: “Come sta facendo Daniele Portanova, che sta parlando di una vicenda delicata, noi non ci possiamo e non ci vogliamo schierare da nessuna parte, tanto è vero che se ci fosse la possibilità alla controparte di voler avere lo stesso spazio, noi siamo pronti e disponibili, naturalmente”