Le gare in Europa fanno vedere squadre che giocano in maniera completamente diversa rispetto a quello che succede in Italia
“Giocate bellissime, giocatori strepitosi e partite che non c’entrano nulla con la nostra situazione calcistica con calciatori che fino a qualche tempo fa erano in Italia…“. La trasmissione odierna parte con un pizzico d’amarezza per la Champions e anche tanta celebrazione per le grandi partite che ci sono state.

La delusione nel non vedere squadre italiane, soprattutto dopo quello che è successo con la Bosnia e l’Italia che non va ai mondiali, una ferita ancora aperta che diventa sempre più grande e vistosa con l’ingresso della Champions e l’assenza delle squadre italiane, con l’unica di queste, l’Inter, in grado in questi ultimi anni di onorare al meglio la competizione, anche se in questa stagione non è riuscita nemmeno ad entrare negli ottavi.
E quello che fa più tristezza è constatare che in queste squadre tanti grandi giocatori che ci sono, alcuni erano in Italia fino a qualche tempo fa, non proprio così lontano. E tra questi c’è senza dubbio Kvaratskhelia che per Antonio Lauro “è il giocatore più forte che sia stato a Napoli nell’era De Laurentiis, non ci sono dubbi”, anche perché è un calciatore che diventa “sempre più decisivo anche e soprattutto nel Paris Saint Germain“.
“Kvaratskhelia è il più forte di tutti”
Guardando le gare dei quarti di finale di Champions, la differenza con le squadre italiane e anche col calcio che viene giocato in Italia è lampante. Ci sono anche allenatori come Luis Enrique che “al Psg ha fatto e sta facendo un lavoro eccezionale in questi anni, dimostrando di essere un allenatore tra i più bravi in circolazione anche perché la squadra francese si vede che è ormai una corazzata in Europa“. E chissà che per diventarlo ha ceduto uno come Mbappé andato al Real Madrid e non ha ancora vinto una Champions League.
“E’ stato bello anche vedere l’Atletico di Simeone andare a espugnare un campo difficile come il Now Camp di Barcellona, contro una squadra forte, ma vedere anche un calciatore come Julian Alvarez muoversi in quel modo in campo che sembra quasi stia danzando”, precisa Gianluca Forte che poi sottolinea con forza che “per fortuna qualche tempo fa avevo detto che tra Alvarez e Lautaro non ci sia alcun paragone e sono stato massacrato, ma il campo dice altro…”.
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E ancora tanti complimenti con “Sorloth che fa un gol incredibile, attenzione all’Atletico per la Champions. Alvarez non è di un livello diverso da Mbappè”





