Ospite nella trasmissione quotidiana su twitch di Calciosub, Daniele Portanova ricorda la sua esperienza con il tecnico della Roma
“Ho smesso di giocare per un’incomprensione con mister Gasperini e ne sono dispiaciuto perché poi da lì io non ho più giocato a calcio…“. Il ricordo vero e reale di un grande ex calciatore, ruolo difensore centrale, come Daniele Portanova che ha indossato le maglie di Genoa, Siena e Bologna.
Di ricordi tanti da parte di Daniele Portanova che ha gioca tantissime partite in serie A mostrando una professionalità e un’attitudine fuori dal comune in ogni squadra dove ha giocato. Ha fatto la fortuna di squadre come il Genoa, Bologna e Siena dove ha sempre mostrato professionalità, competenza e una grande serietà e attaccamento e passione in tutte le squadre dove ha giocato, tanto che viene spesso ricordato da tanti tifosi di quelle formazioni come di un giocatore importante.
E lui stesso a raccontare diverse cose di quegli anni, senza mai nascondere, come del resto ha fatto per tutta la sua carriera, la sua fede biancoceleste e il suo attaccamento alla Lazio che nasce sin da bambino, tanto che è stato vicinissimo a coronare il suo sogno, ma lo racconta in questo modo: “Parlai con Tare e mi spiegò le sue motivazioni perché probabilmente avrebbe rinunciato a portarmi alla Lazio e gli fui grato, nonostante non mi scelse perché fu onesto e schietto, sapendo bene che tipo di personalità ho e che tipo di giocatore sarei stato, soprattutto in una squadra e in uno spogliatoio come la Lazio…“.
Riguardo all’episodio che l’ha visto protagonista al Genoa con Gasperini come allenatore, Portanova ha sempre raccontato che lui smise di giocare proprio quando Gasperini era al Genoa e quello fu il suo ultimo anno da giocatore e lo ricorda anche con un pizzico di rammarico: “Sono sempre stato un calciatore schietto e con un certo carattere, all’epoca ero infortunato e stavo tornando per riemettermi in pista e per essere considerato, poteva dare ancora tanto, lui lo sapeva e lo vedeva ogni giorno al campo, avevo 36 anni ma con una grande voglia di dare una mano e di esserci…“.
In quel periodo, Portanova era infortunato e stava lavorando per tornare a dispsosizione, quando tutto era vicino accadde il fattaccio: “Il mister mi stava vedendo e sapeva quanta voglia avessi, tanto che mi disse che avrei giocato la partita successiva, solo che visto he provenivo da un infortunio, andai a fare gli esami di controllo e uil dottore mi disse che stavo bene ma non ancora benissimo e che potevo rischiare di rifarmi male se avessi già giocato la gara che intendeva Gasperini, dissi al mister quanto mi aveva detto il dottore, ma lui la prese, a mio parere, come se io non volessi giocare per assicurarmi il derby con la Sampdoria, visto che era la partita successiva a quella dove avrei dovuto rientrare e giocare, ebbene, non vidi più il campo e mi dispiace perché io, poi, per come sono fatto, non la presi benissimo e dissi di tuttio facendo capire che meritavo rispetto“.
Da quel momento Daniele Portanova non giocò più: “Smisi praticamente lì, in quella situazione di giocare, non vidi più il campo, un peccato, ma non ho rancore anzi per me Gasperini resta uno degli allenatori più bravi e preparati che ci siano…“.