In trasmissione si è parlato, analizzato e anche discusso parecchio sulle possibilità degli azzurri di andare ai mondiali
“Bosnia–Italia è una partita difficile in quanto c’è in ballo una qualificazione mondiale, ma sento dire che c’è un po’ di paura e sinceramente non capisco perché davanti c’è l’Italia e non può avere timore contro questa Bosnia…”. Parole che identificano il pensiero comune ma c’è chi non è d’accordo.
A parlare è Gabri Gabra, comico genovese che si chiama Daniele Ronchetti, ospite della trasmissione che ha le sue idsee su questa gara che vale tanto per l’Italia ma anche le sue certezze: “Sento dire che potrebbe esserci un po’ di paura e non sono d’accordo perché il divario tecnico delle due squadre è netto e avere paura in questo contesto è da perdenti, mi dispiace ma dobbiamo andare lì, scendere in campo e fare un sol boccone dei bosniaci…“.
Parole che non hanno trovato tanto d’accordo Daniele Lorenzetti, Danyscom che va giù pesante e tenta di dare la sua motivazione durante la diretta: “Credo che il divario ci sia ma sono anche partite che si giocano con la testa e ci possono essere giocatori che non sono all’altezza e potrebbero avere qualche timore e bisogna fare attenzione“.
Un pensiero che accende Gabri Gabra e dice la sua con una pronta replica e l’affondo è deciso: “Ragazzi non scherziamo, nonostante ci siano giocatori che in nazionale potrebbero non starci almeno per come noi siamo abitauti a vedere grandi giocatori ma non ci possono essere discussioni. Ci sono calciatori che sono abituati a giocare finali di Champions League e devono avere paura di giocare una gara del genere, ma non giochiamo e lasciamo stare questi discorsi che non hanno senso“.
C’è chi ricorda Italia Macedonia ma Paolo Signorelli la ricorda in un altro modo: “Tanti la citano ma pochi si ricordano che quella gara l’Italia fece almeno quindici tiri in porta e loro un contropiede e andò a segno e regnò la paura di non farcela, ma se rigiocano quella partita l’Italia la vince sempre”.
Insomma l’Italia non può avere paura della Bosnia e deve solo “giocare come sa, senza alcun tipo di timore nei confronti della squadra bosniaca“.