La squadra nerazzurra che perde contro il Bodo non ha fatto piacere a nessuno anche perché pochi si aspettavano una sconfitta del genere
Una sconfitta che fa male e che non ci voleva, soprattutto in questo momento e dopo le tante polemiche per la gara con la Juventus. Dal paradiso all’inferno in pochi istanti per l’Inter di Chivu.

La Champions League non può essere normale per l’Inter di adesso, soprattutto dopo che la squadra nerazzurra è arrivata in finale due volte nelle ultime tre edizioni della manifestazione. Una responsabilità importante, a maggiora ragione se si affronta una squadra temibile come il Bodo, ma resta pur sempre il Bodo.
“E’ questo il problema, una volta che eri arrivato al pareggio e avevi sofferto, seppur creando delle occasioni, non puoi prendere due gol in pochi minuti senza dare nemmeno una risposta. Sei l’Inter e poco importa che in quello stadio ci hanno lasciato le penne squadre importanti“, dice Francesco Torre che poi rincara anche la dose: “Devi mettere i pullmann davanti la difesa, non puoi subire così tanto contro una squadra del genere. Chivu ha sbagliato…“.
“Il Bodo non è poi una squadretta…”
Si apre un diverbio e anche un dibattito acceso, proprio sulla potenzialità della squadra norvegese che ha già battuto in passato la Roma e la Lazio come squadre italiane e altre formazioni di livello come il Man City proprio in questa stagione. “Non si capisce il motivo per cui si debba pensare che il Bodo sia una squadra debole, è un club che ha investito tanto in questi anni ed è anche un bel progetto per quello che possono fare, tanto di cappello e non si può definire una squadra scarsa solo perché è norvegese…“, il pensiero di Pasquale La Ragione.
Ma c’è chi disapprova e va all’attacco senza pensarci tanto, come Torre ma anche Camelio: “L’Inter per come è strutturata non può andare incontro a figure di questo genere, è una vergogna per come è maturata la sconfitta, col rischio di non passare nemmeno il turno. E’ questo lo scempio che si rischia anche perché gli ottavi di finale credo sia il minimo per una squadra come l’Inter“.
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